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Facebook: disattivare i suggerimenti per i tag foto

Facebook ha già da tempo introdotto il riconoscimento facciale delle fotografie, questo per facilitare l'attività di TAG agli utenti.

Questo vuol dire che quando aggiungete una foto con amici/parenti/ecc.. il sistema riconosce direttamente nella foto i loro volti e vi suggerisce i tag da inserire.

Ovviamente la funzione è a doppio senso, in quanto anche i vostri conoscenti potranno taggarvi tramite suggerimento.

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Se volete disattivare questa funzione, e quindi impedire agli script di Facebook di analizzare le foto altrui alla ricerca del vostro volto, potete farlo così:

  1. su Facebook, in alto, accanto al simbolo del lucchetto, c'è una freccettina rivolta verso il basso, cliccateci ed andate su 'Impostazioni'
  2. nella nuova pagina che si apre, andate su 'Diario e aggiunta tag' dal pannello di sinistra
  3. andare nella sezione 'Come faccio a gestire i tag aggiunti dalle persone e i suggerimenti di tag'
  4. adesso cliccate su 'Chi vede i suggerimenti dei tag quando vengono caricate foto in cui sembri essere presente?'
  5. nel menu che si apre potrete scegliere la vostra opzione preferita.

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Una volta che avrete disattivato i suggerimenti dei tag, Facebook non suggerirà più ai vostri amici di taggarvi quando caricano una foto con voi presenti.

Anche se ovviamente gli amici potranno taggarvi manualmente, anche se esiste la disattivazione di questa funzione, sempre sul pannello impostazioni.

 

Come funziona la password di Windows e perchè quando ne inseriamo una sbagliata il pc impiega più tempo

A tutti sarà capitato di inserire una password sbagliata su Windows (XP/7/8..) e di notare che il computer in questo caso impiega più tempo per riproporre il campo di inserimento.

Molti si saranno chiesti perché quando inseriamo la password corretta il PC la riconosce subito, mentre rimane in una sorta di semi-stallo altrimenti.

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Alcuni avranno pensato che il computer deve eseguire più calcoli per verificare la password 'sbagliata', ma non è così.

Le istruzioni che il PC esegue per la verifica delle password sono sempre le stesse: esegue un hash tra la chiave inserita e quella precedentemente memorizzata.

La memorizzazione nel sistema della password iniziale avviene non in forma 'plain text' (testo leggibile), viene invece eseguito un Hash OWF (problema di complessità classe NP) e memorizzato in una stringa per questioni di sicurezza (non si potrà risalire alla password immessa anche con in mano tale stringa).

Quando andiamo ad inserire la password per accedere, il PC esegue una nuova conversione Hash e compara la nuova stringa con quella salvata inizialmente.

Se vi è una corrispondenza, lascia accedere al desktop, altrimenti ripropone il campo per l'inserimento.

Ma allora se esegue gli stessi calcoli, perché impiega più tempo quando sbagliamo?

E' una misura di sicurezza: imponendo un breve ritardo in caso di fallimento si potranno evitare attacchi brute force (in poche parole quelli che provano tutte le password per cercare quella giusta), in quanto anche solo 5 secondi di attesa farebbero lievitare tali attacchi da anni a decenni in più per poter essere portati a termine.

Il nome generico per questo comportamento è tarpitting.
Concetto inizialmente utilizzato nel rilascio degli accessi per dispositivi di rete, oggi ormai esteso anche a molte altre applicazioni.
Una spiegazione approfondita qui.

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